domenica 1 luglio 2012

Un'Agenda Digitale per il più piccolo stato del mondo.


Come è possibile cambiare un sistema di potere basato su clientelismo e inconsapevolezza in uno stato di 32 000 abitanti? E’ a questa domanda che si è cercato di rispondere la sera del 31 Maggio a Chiesanuova. Un argomento spinoso e scomodo, che ho personalmente cercato di trattare nel modo più pragmatico possibile, attraverso un breve intervento sul tema dell’Agenda Digitale della Repubblica di San Marino.


Un tema, quello dell’Agenda Digitale, che negli ultimi mesi è al centro del dibattito delle nazioni unite e dell'Europa in materia di sviluppo economico. Lo disse Obama, lo ribadì Mario Monti, vedendo in questo argomento l’unico a cui non far mai mancare finanziamenti e possibilità di sviluppo. A prescindere dal Fiscal Compact europeo, dalla politica del rigore e da tutto il resto. Come a dire: “taglieremo tutto, tasseremo le imprese e i cittadini, ma sull’agenda digitale investiremo. Perché è vitale per lo sviluppo economico e sociale dei prossimi 50 anni”.

Nell’antica repubblica sul Titano non solo non è mai esistito un piano di sviluppo di questo tipo, ma non se ne è mai neppure parlato seriamente. Andiamo ad osservare un breve riassunto dell’intervento della serata del 31 Maggio, in modo da chiarire anche a chi non è del settore, di cosa stiamo parlando e cosa si potrebbe fare nella piccola San Marino.
Partiamo dall’inizio: Che cos’è l’agenda digitale? Semplificando al massimo, possiamo dire che si tratta di un piano di sviluppo (con date e tempi) che fa uso di tecnologie digitali per migliorare la vita della cittadinanza creando valore aggiunto nei nuovi mezzi di comunicazione.
Il cuore dell’Agenda Digitale della Repubblica di San Marino è formato da 4 capisaldi: Istruzione, commercio elettronico, trasparenza, accesso ai dati.

Per quanto riguarda l’istruzione, l’argomento sarebbe vastissimo. A Chiesanuova, nella serata del 31, abbiamo visto come ad esempio l’utilizzo di tecnologie di videoconferenza in tempo reale siano state utilizzate in Emilia Romagna per permettere l’integrazione linguistica fra alunni di scuole medie italiane e alunni stranieri. L’obiettivo, il bilinguismo “perfetto”, è una delle proposte che andrebbero analizzate seriamente sul Titano. Un'opportunità capace di rendere il nostro piccolo territorio, un ambiente fertile per investimenti stranieri di alto livello investendo sui nostri ragazzi. Sull’istruzione si potrebbe parlare anche di e-book, di digitalizzazione dell’offerta formativa e di tanto altro. In generale, ognuno di questi interventi è realizzabile con investimenti molto bassi (basti pensare che il progetto di cui ho parlato, in Emilia Romagna è stato realizzato con circa 2000 euro a scuola) ma garantisce per il futuro uno sviluppo professionale indispensabile.
Il secondo punto fondante dell’Agenda Digitale riguarda il commercio elettronico. Forma di commercio ancora non regolamentata in Repubblica e carente sotto tutti i punti di vista. Nella realtà sammarinese, risulta vitale sviluppare un sistema di norme che sappiano incentivare questo tipo di scambio commerciale, ad esempio agevolando fiscalmente il fatturato derivante da transazioni on line.
E’ un po’ come se durante l’epoca delle Repubbliche Marinare, ci fosse stata data la possibilità di costruire un porto capace di competere con i più importanti del mediterraneo, ma non lo avessimo fatto. “No grazie, noi abbiamo già la nostra fiorente economia locale”.

Il nuovo mercato mondiale è on line. Questo è evidente. Basta guardare i bilanci e i fatturati delle aziende europee, che vedono la voce “online” moltiplicarsi esponenzialmente ogni anno. Chi non lo riconosce ci sbatterà il muso nei prossimi 5 anni. Quando sarà troppo tardi.
L’agenda digitale, vuole incentivare, basandosi su norme europee di sviluppo, sia l’incentivazione allo sviluppo per le attività commerciali, sia l’incentivazione all’utilizzo di queste tecnologie da parte della popolazione. A proposito. Nell’epoca dell’e-commerce, si risolve anche un “piccolo” problema chiamato riciclaggio di denaro.
Niente contanti, niente riciclaggio.

Il quarto punto, è quello che riguarda la riforma delle istituzioni attraverso sistemi di democrazia diretta e trasparenza totale. Sono ormai decine gli esempi di città e paesi nel mondo che stanno adottando sistemi di controllo della spesa pubblica da parte della cittadinanza, al fine di evitare clientelismi e giochi di potere. Controllo totale significa trasparenza completa su ogni euro speso dallo stato. Capire come vengono spesi i soldi dello stato è il primo passo per cambiare il nostro modo di sentirci cittadini. Deve entrare nella mentalità generale il concetto che quei soldi... sono i nostri soldi. Capire come e perché vengono finanziati alcuni progetti e come questi progetti a loro volta spendono risorse pubbliche è fondamentale.
Trasparenza significa, semplicemente, informazione. E l’informazione è la vera democrazia. Quando il popolo sa come vengono spesi i soldi, la politica perde ogni suo brutto vizio. Provare per credere.
L’ultimo punto, ma non per importanza, riguarda l’accesso ai dati. Stiamo parlando prima di tutto di accesso alla rete. Wi-Fi gratuito, banda larga e ultra larga, fibra ottica e Wi-Max. Il diritto all’informazione on line come uno dei principali diritti del cittadino. Da preservare e garantire. Accesso ai dati significa anche avere la possibilità di utilizzare, da parte di attività private, i dati “dormienti” della pubblica amministrazione. Un ammasso di dati inutilizzati su territorio, ambiente e infrastrutture, che potrebbero essere utilizzati per creare servizi e posti di lavoro. Se non ci credete, possiamo osservare come a Londra, a Firenze e in centinaia di città nel mondo, la semplice volontà di aprire le porte e i cassetti delle istituzioni, abbiano portaro sviluppo, lavoro e democrazia dove prima erano clientelismo, disoccupazione e oligarchia.
E’ il momento di parlare di queste cose anche a San Marino. Altrimenti, sarà sempre troppo tardi.

sabato 19 maggio 2012

La Primavera anche sul Titano.


Piazza Tahrir in Aprile assomiglia ad un sepolcro. Uno di quei luoghi capaci di fissare
nelle pietre la memoria storica dei fatti. Sembra quasi di sentirne ancora l'eco. Il rumore
assordante della folla in protesta, la guerriglia urbana e l'urlo distante di 20 milioni di
persone che chiedono Libertà. Democrazia. Giustizia sociale.

La primavera araba, l'ultimo grande evento storico dell'area mediterranea, ha dimostrato al mondo che per sviluppare un movimento rivoluzionario capace di spodestare tirannie decennali e gruppi di potere consolidati, non bastano né diplomazia internazionale, né interventi militari di un qualche paese "salvatore".

Serve la volontà del popolo. Unito.
Creare coesione significa avere i mezzi per comunicare e trasmettere idee. Indignazione.
Un mezzo capace di amplificare migliaia di voci, unendole. Durante la primavera araba, il mezzo è stato il web. Quello che in passato fu la stampa, oggi è la rete.

Ma il punto non è il mezzo. Il punto è il messaggio. Quando questo è condiviso dai cuori
più che dai media di comunicazione, ecco che la natura contagiosa del desiderio di libertà
si esprime in tutta la sua dirompenza. E' allora, che 200 mila persone sono in grado di
radunarsi in una piazza coordinandosi grazie ad un social network come Twitter, o che
milioni di persone cercano di coinvolgere amici e parenti per rovesciare un regime. E' la
spinta virale del desiderio di giustizia. Inarrestabile.

Piazza Tahrir sembra distante. Immersa nell'afosa atmosfera egiziana. Ma non lo è.
Sul monte Titano infatti, non sorge una Repubblica come tante, ma un simbolo ancora prima che uno stato. Un sinonimo storico di democrazia, libertà e diritti dell'uomo.

In queste poche righe però, non ripeteremo quello che al più dei lettori sembrerà un ritornello fin troppo sentito negli ultimi mesi. Storie di mafia e di corruzione, di abusi e compravendita di un popolo. No. In queste poche righe, voglio aprirvi gli occhi su un altro fatto. Sconvolgente nella sua semplicità.

Questo paese si stà svegliando.

Durante la primavera Araba, durante le proteste di massa in Tunisia, Egitto, Libia e Siria, solo il 5% della popolazione aveva accesso alla rete. Eppure, quella piccola minoranza, organizzandosi, è stata capace di rovesciare alcuni dei più tirannici regimi della storia moderna.

Nella Repubblica di San Marino, il 95% della popolazione ha accesso al web, e ben 8000 cittadini su 32000 sono presenti sui social network. Uno su quattro.

Si stanno svegliando proprio loro. Ottomila persone comuni. Cittadini che ogni giorno si collegano in rete per seguire le vicende del loro paese dalle pagine di un sito web. Che commentano,  condividono e si organizzano sulla rete.

Si svegliano, i cittadini che urlano la loro rabbia e la loro indignazione su blog e social network.

Si sveglia, chi completa la sua informazione in rete, chi condivide la propria opinione, chi contribuisce con la sua esperienza alle discussioni on line.

L'indignazione sta salendo e oggi, come mai prima d'ora, la popolazione si trova ad avere in mano uno strumento di aggregazione e comunicazione senza precedenti. Siamo un popolo connesso.

E' stato un inverno lungo e faticoso e oggi, ci stiamo svegliando da un lungo letargo. La primavera finalmente, sta arrivando anche sul Titano.

SM
(Tratto dal mensile "Altra Repubblica" della Repubblica di San Marino)

mercoledì 4 aprile 2012

Intervista a Tre Minuti per San Marino. Stiven Muccioli per Libertas.sm


Ha fatto discutere, alzato il polverone della critica e creato un tam tam sul web capace di attirare l'attenzione sulla data del 25 Marzo. Il giorno dell'Arengo.

Stiamo parlando di "Tre Minuti per San Marino", una vera e propria "entità misteriosa", che continua a incuriosire lasciando però forse troppo mistero sulla sua identità.

Oggi, attraverso questa intervista in esclusiva per Libertas.sm, cercheremo di capire meglio di cosa si tratta e del perché questo vero e proprio "fenomeno" mediatico del web stia continuando a far parlare di sè.

Stiven Muccioli: La vostra iniziativa, nata sul web, ha da subito destato interesse e curiosità, prima di tutto per l'aspetto "anonimo", che molti hanno messo in discussione e, in seconda battuta, per il contenuto "emotivo" dei vostri messaggi.
Come vi definite (un movimento, un partito...) e quali sono i vostri obiettivi?

Tre Minuti per San Marino: Lei come definirebbe chi vuole diffondere chiarezza sul presente, promuovere la responsabilizzazione verso le scelte di ognuno e restituire alle persone fiducia nell’agire per un futuro migliore per tutti?

Solo attraverso la RINASCITA DEL DIALOGO, abbattendo le discriminazioni e valorizzando il contributo di ognuno, e dall’AGIRE COME MEMBRI DELLA STESSA COMUNITA’, sarà possibile realizzare quel CAMBIAMENTO CULTURALE, NECESSARIO E PRELIMINARE, per realizzare qualsiasi progetto economico e sociale di rilancio della Repubblica di San Marino, credibile internazionalmente.

Il nostro è un supporto a tutte le persone che camminano in questa direzione.

SM:La scelta di convocare la popolazione in occasione del giorno dell'Arengo, è stata seguita con molto interesse, soprattutto dal pubblico del web. I risultati però, sono stati criticati da molti in virtù delle poche adesioni all'iniziativa (si è parlato di una 60na di persone) e della mancanza di chiarezza sull'identità degli organizzatori, che molti si aspettavano uscissero allo scoperto proprio il 25 Marzo.
Come mai non vi siete fatti avanti e come valutate il "ritorno" di pubblico dopo il lancio del vostro messaggio?

TMpSM: Ci siamo fatti avanti: abbiamo proposto spunti di riflessione, invitato ad incontrarsi, richiamato all’attenzione su aspetti cruciali per il bene comune attraverso LETTERE APERTE e condiviso, noi presenti, i sentimenti del dialogo animatosi il 25 marzo di fronte alla Pieve, dalle ore 20.30 alle ore 23.00.

Il fatto che il 25 marzo scorso, si siano incontrate una sessantina di persone, a prescindere da chi le avesse chiamate, mosse esclusivamente dalla speranza che accadesse qualcosa sull’onda dei valori evocati dal luogo e dalla data, è un segno di grande vitalità, trasversale, appassionato e propositivo.

Le persone presenti di fronte alla Pieve e i messaggi che, attraverso e-mail e social network, continuiamo a ricevere quotidianamente, testimoniano timori, scetticismo ma anche speranze e solidarietà che, negli ultimi 10 giorni, stanno accelerando i fermenti sociali di libertà, onestà e cambiamento nella gestioni delle sorti del Paese, che la Stampa stessa ha per prima colto.

SM: La Repubblica di San Marino sta attraversando una fase socio-economica terrificante. Uno dei fattori più inquietanti, è sicuramente la mancanza di prospettiva per il futuro. Si inizia a parlare di emigrazione giovanile e di anni di durissima recessione economica. La vostra iniziativa, soprattutto leggendo i messaggi che inviate sul web, sembra volersi elevare da tutto questo, richiamando la popolazione ad un'azione di "orgoglio patriottico".
Ma nel concreto, quali sono le vostre proposte su temi di interesse sociale ed economico?

TMpSM: In tanti fanno proposte, soprattutto su temi economici, ma nel concreto, qualsiasi progetto ed iniziativa proposti negli ultimi anni, fino agli ultimi giorni, non saranno efficaci nell’immediato, né sostenibili negli anni a venire, se non si realizzeranno alcune fondamentali premesse.

I cittadini:

1) si informino, si confrontino e decidano in che tipo di Paese vogliono vivere, lavorare e crescere le loro famiglie, per essere cittadini del mondo, con pari dignità e opportunità;
2) si riapproprino delle deleghe affidate alla cieca e scelgano rappresentanti competenti e vigilino costantemente sul loro operato;
3) ricambino quella classe politica e dirigente che ha contribuito a minare le sorti del Paese con scelte opportunistiche, insostenibili nel tempo e contrarie al bene di tutta la comunità.

Le idee, i progetti concreti e le competenze necessarie emergeranno, immediatamente, da un Paese liberato e fondato su nuove relazioni all’interno della comunità: fra i cittadini, la politica e le istituzioni sammarinesi e internazionali.

mercoledì 4 gennaio 2012

Intervista su SM Tv al Tg della Mattina



Appuntamento settimanale su SM Tv che ci "ospita" regolarmente e che ringrazio, dal momento che è una buona opportunità per discutere di alcuni argomenti cari sul Titano.

Buona visione!

domenica 20 novembre 2011

Fiducia ed eGovernment /2. Intervista al consigliere Alessandro Rossi


Domanda: Alla luce della crisi economica che ha investito il paese negli ultimi 3 anni, quali sono e come valuta le iniziative intraprese dal governo in risposta alla situazione?

Le uniche iniziative che ha preso il Governo sono state su pressione italiana e non per una reale volontà di cambiamento, nonostante questo qualche passo nella direzione della trasparenza e dei controlli è stato avviato. Manca però un progetto di sviluppo complessivo della nostra economia. Questo Progetto non c’è per una oramai storica e cronica incapacità della politica di progettare il futuro. Il nostro negli ultimi 30 anni non ha mai avuto bisogno di un progetto per l’economia e per il paese, era una Gallina dalle Uova d’oro e la Politica si è dimenticata del suo ruolo. Oggi questa prerogativa progettuale deve tornare urgentemente ne va del futuro del Paese.

D: E i risultati?

Qualche risultato c’è stato, la consapevolezza che il futuro non potrà essere come il passato si è parzialmente diffusa, una parte fondamentale dello stato però è stata colpevolmente isolata da questo processo di necessità di cambiamento: la Pubblica Amministrazione.

Senza un cambio di mentalità da parte di questa parte importante della Repubblica sarà difficile avere risultati coerenti rispetto ai proclami di trasparenza che tutte le forze politiche hanno espresso in questi anni. Solo con uno Stato Efficiente e Corretto si potrà avere la garanzia di un Paese più serio.

D: Il tema della trasparenza è uno degli argomenti principali del piano di azione 2011-15 per la democrazia digitale messo in campo dall'Unione Europea. Questo tema a San Marino è un vero e proprio punto interrogativo. Crede che il tema della trasparenza sia un argomento di cui si dovrebbe parlare o al momento se ne può fare a meno?

Di trasparenza si è parlato tanto, il governo però ha fatto poco per dare corpo a questo concetto attraverso gli strumenti ICT, occorreva un piano coordinato su standard internazionali, noi abbiamo agito in ordine sparso e senza una grande volontà di utilizzare gli strumenti della ICT, gli unici in grado di gestire con efficienza la complessità della modernità.

D: Trasparenza significa anche statistica e controllo dei flussi degli investimenti e dei finanziamenti. A che punto è lo stato di San Marino su questi punti?

Indietro, non troppo indietro, ma potremmo migliorare celermente solo se ci fosse la volontà e la consapevolezza che gli strumenti informatici possono portare dati analitici sui quali operare controlli e progettare il futuro.

D: Molti paesi (non solo in Europa) utilizzano strumenti di ICT (come ad esempio siti web ad hoc o commissioni informatiche di controllo) per monitorare il più possibile lo stato finanziario ed economico del paese, dando contemporaneamente la possibilità ai cittadini di intervenire, commentare e assumere un ruolo attivo nell'azione di controllo. Cosa ne pensa?

Penso che sarebbe un'ottima opportunità per San Marino, penso inoltre al caso islandese, dove attraverso il WEB ogni cittadino ha potuto suggerire emendamenti alla nuova carta costituzionale. L’informatica non solo come strumento analitico ma anche come fattore socio politico, oggi è possibile basta guardare anche alle rivolte del nord Africa.


D: A che punto è lo sviluppo di strumenti legati al web nella pubblica amministrazione di San Marino?

Degli sforzi importanti sono stati fatti, si è utilizzato un metodo empirico e non progettuale ma qualcosa è stato fatto, si dovrebbe dare forma organizzata al lavoro già realizzato senza appesantirlo troppo dal punto di vista regolamentare, oggi le possibilità sono infinite e si dovrebbe trovare la giusta sintesi tra burocrazia ed efficienza per avere strumenti di auditing e di analisi in tempo reale. Non è facile ma è uno sforzo che il nostro paese può mettere in campo.

D: E a livello di formazione del personale?

Qui siamo a livello più basso, la formazione è importantissima ma rischia di diventare una trappola anch’essa, nel senso di sviluppare formazione senza una presa diretta sui processi esistenti, in più ci vorrebbe un processo di formazione in primis della Classe Dirigente, e forse sarebbe il caso in alcune situazione di attivare processi meritocratici per l’accesso alle dirigenze. Senza una classe dirigente che crede nella formazione come è avvenuto in questi ultimi anni è difficoltoso formare il personale correttamente.

D: Esiste un piano di sviluppo in questo senso? Più in generale, esiste un piano di sviluppo legato all'integrazione delle ICT nella PA della Repubblica di San Marino?

NO!

D: Esistono siti web governativi strutturati in modo da permettere un'iterazione fra PA e cittadinanza?

Sta nascendo qualcosa ma l’interazione è ancora molto limitata e parcellizzata su settori particolari, la riforma fiscale potrebbe essere un grande momento per attivare questa interazione dando al cittadino la possibilità di avere la propria posizione fiscale in tempo reale. In Italia su questo fronte sono molto più avanti.

D: Cosa ne pensa dell'E-Government? (Definizione: Un sistema di amministrazione digitale che comprende l'insieme delle attività amministrative che si svolgono tramite le tecnologie informatiche e la rete Internet al fine di perseguire gli obiettivi di efficacia, efficienza, economicità, trasparenza e democraticità nell’erogazione dei servizi pubblici e nello svolgimento dei procedimenti amministrativi.)

L’e-Government è un percorso necessario per San Marino e anche facilmente realizzabile, potrebbe ridare fiducia nell’agire della politica e creare un obiettivo verso cui tutti i sammarinesi sarebbero disposti a concorrere con entusiasmo. Ritengo però che l’ICT e quindi la realizzazione dell’e-Government sono uno strumento, un mezzo, non un fine, alla fine la decisione è sempre umana, è sempre il libero arbitrio umano che cambia gli esiti dei processi nel bene e nel male, un ausilio è necessario, ma il Governo sarà sempre un Governo umano, almeno fino alla realizzazione di cloni od automi superiori all’uomo. Per questo ritengo necessaria la creazione di un processo culturale che formi il libero arbitrio dei sammarinesi nella direzione che i beni superiori sono quelli comuni e non quelli individuali. Senza un processo culturale che faccia maturare la consapevolezza che agendo egoisticamente alla fine si diventa tutti più poveri non credo che nemmeno un grande progetto di e-Government cambierà le sorti del Paese.

I cittadini sammarinesi dovrebbero rendersi conto che la loro ricchezza è frutto dei sacrifici, della intelligenza e della cultura delle generazioni che ci hanno preceduto, senza una tensione positiva per la salvaguardia dei beni comuni, San Marino sarà destinata a morire.

D: Politiche di e-government come risposte a situazioni di crisi, sono state messe da tempo in atto in moltissimi paesi occidentali (Svizzera, Francia, Germania, Australia, Inghilterra, Stati Uniti ecc...). Con risultati concreti sul piano dell'aumento di fiducia da parte della cittadinanza nell'operato del governo, sull'efficienza della comunicazione pubblica e, in generale, sull'ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse pubbliche. Statisticamente, la dimensione del paese (nei paesi occidentali) è inversamente proporzionale all'utilizzo di questi sistemi. In paesi come la Svizzera ad esempio, queste pratiche sono già consuetudine da tempo, mentre in paesi molto più grandi, si assiste comunque ad uno sviluppo costante. San Marino è la più piccola Repubblica del mondo, ha un livello di informatizzazione molto alto (più della media europea) e ha ampiamente la forza economica per mettere in atto questo tipo di iniziative. Eppure, nel “E-Partecipation Index” stabilito dall'osservatorio delle nazioni unite, San Marino è al 157° posto, fra “Samoa” e “São Tomé and Príncipe”, isole esotiche ma sicuramente molto lontane dalla realtà occidentale della Repubblica del Titano. Come spiega una situazione di questo tipo?

Fino ad oggi non abbiamo avuto bisogno di strumenti efficaci per il Governo, tutto filava liscio e abbiamo pensato che potesse filare liscio per sempre, oggi il substrato per una rivoluzione digitale in termini democratici e di trasparenza è a portata di mano.Ma il cambio di passo deve essere in primis Culturale e quindi anche Politico.

Fiducia ed eGovernment. Intervista al Segretario di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino, Valeria Ciavatta


1. D: Alla luce della crisi economica che ha investito il paese negli ultimi 3 anni, quali sono e come valuta le iniziative (di e-Government) intraprese dal governo in risposta alla situazione?
R: La crisi mette in seria difficoltà anche la Repubblica di San Marino, la quale ha minori risorse a disposizione, rispetto al passato, anche per i progetti di innovazione. Tuttavia il Governo ha deciso di promuovere importantissime riforme senza limitarsi alla gestione del quotidiano. I paesi che, contemporaneamente alla gestione della crisi, hanno rinunciato a riformare i pilastri dell’economia e dello Stato, hanno perso terreno, non hanno preparato il futuro e le alternative a ciò che non ha funzionato o è diventato vecchio. Gli ultimi anni sono stati per San Marino molto intensi sul piano delle riforme in quasi tutti i settori, fra cui quello dell’e-government, in cui più necessario era ed è recuperare ritardi nei servizi servizi all’utenza e nell’utilizzo dei dati e delle informazioni gestite dall’amministrazione.

2. D: E i risultati?

R: Le mie personali aspettative iniziali sono andate in parte soddisfatte ed in parte deluse. Purtroppo l’amministrazione sammarinese sconta ritardi anche sul piano culturale, organizzativo e della concreta operatività. In tale situazione l’innovazione necessita di un supporto a tutto tondo a partire dall’analisi dei processi e da progetti di riorganizzazione e formazione oltre che di regole per la gestione e la sicurezza dei dati immateriali.

La riforma della Pubblica Amministrazione è concepita per passare finalmente dalla logica “PA = insieme del personale pubblico”, alla logica della Funzione Pubblica. E’ un traguardo importante e non affatto scontato per una realtà in cui non è ancora saldamente radicata la cultura organizzativa dell’orientamento all’utenza ed ai risultati, e di conseguenza della moderna gestione delle risorse (umane, economiche, strumentali e temporali), della disponibilità a cooperare, a mettersi in gioco, alla personale esposizione, a rendere conto del proprio operato a tutti i livelli. Queste sono cose fondamentali per tutti i processi di innovazione che vanno di pari passo con la riorganizzazione dei processi e del lavoro.

3. D: Il tema della trasparenza è uno degli argomenti principali del piano di azione 2011-15 per la democrazia digitale messo in campo dall'Unione Europea. Questo tema a San Marino è un vero e proprio punto interrogativo. Crede che il tema della trasparenza sia un argomento di cui si dovrebbe parlare o al momento se ne può fare a meno?

R: La trasparenza a San Marino non è affatto un punto interrogativo. In una comunità fortemente partecipata in cui le istituzioni ed i cittadini sono molto vicini (se non altro per l’accessibilità e le ridotte dimensioni), in una città-Stato (come ci ha definito l’UNESCO), necessariamente si praticano la concreta trasparenza e la pubblicità dell’attività degli stessi organi istituzionali, consentendo così un controllo democratico assolutamente esteso a tutta la cittadinanza. Da questo punto di vista abbiamo fatto molto esercizio.

Basta pensare al Regolamento del Congresso di Stato e alla pubblicazione di tutte le sue delibere su apposito sito web, fatta ovviamente esclusione per i dati sensibili, accessibile a chiunque. Altri paesi hanno di recente resi pubblici solo in parte gli atti di questo tenore e non in maniera integrale. A ciò si aggiunge quanto previsto dalla legge finanziaria 168/2009 in virtù della quale le decisioni degli Enti in materia di assunzione del personale e attivazione di consulenze, essendo divenute oggetto di delibera del Congresso, sono di conseguenze pubbliche. La trasparenza dell’attività della Pubblica Amministrazione, unitamente alla centralità dell’utenza e all’autonomia gestionale, rappresenta uno dei principali obiettivi della riforma della Pubblica Amministrazione. Tutte le norme di riforma sono infatti finalizzate a conferire certezza, trasparenza ed imparzialità all’attività amministrativa e consentono, inoltre, di realizzare concretamente i diritti di partecipazione dei cittadini-utenti anche attraverso appositi organi di indirizzo e di controllo. Proprio nell’ultima sessione dello scorso mese di settembre il Consiglio Grande e Generale ha approvato due nuove importanti leggi riguardanti la Documentazione Amministrativa ed il Procedimento Amministrativo che prevedono nuovi e più ampi diritti e tutele per l’utenza e precisi adempimenti e obblighi per l’amministrazione nel suo rapporto con i cittadini. In particolare, la nuova normativa sul procedimento amministrativo prevede con certezza la durata massima per ogni singolo procedimento; la chiara individuazione delle competenze e responsabilità dei singoli soggetti coinvolti; precise regole per l’accesso alla documentazione amministrativa al fine di consentire la partecipazione informata da parte dei soggetti interessati; idonei strumenti per tutelare i legittimi interessi dell’utenza, nonché la regolamentazione del trattamento dei dati personali, con opportune garanzie, per tutti i soggetti che concedono informazioni, sul loro trattamento da parte dell’Amministrazione o di coloro che, per conto di essa, li trattino. La ferma volontà di rendere l’attività della Pubblica Amministrazione quanto più corretta e trasparente possibile, si è manifestata anche con l’adesione di San Marino al GRECO, gruppo di Stati del Consiglio d’Europa che sostiene e potenzia la lotta alla corruzione nelle amministrazioni pubbliche. L’adesione comporta periodiche valutazioni sulle disposizioni atte a prevenire e contrastare i fenomeni di corruzione. La trasparenza delle amministrazioni pubbliche è la base imprescindibile. Le specifiche “raccomandazioni, formulate dagli esperti GRECO per il miglioramento della vigente normativa, sono da attuare entro un periodo prestabilito (18-36 mesi). La trasparenza si sta inoltre attuando, in maniera silenziosa ma non per questo meno importante, nel quotidiano agire. Sotto l’impulso di questa Segreteria una serie di atti sul personale, in precedenza adottati dal Congresso di Stato anche con provvedimenti “ad personam”, vengono ora demandati all’amministrazione sulla base di regole precise imparziali e trasparenti in applicazione delle vigenti norme di pubblico impiego. L’UPECEDS, l’ufficio della PA preposto alle reti, al software, all’hardware e alle banche dati, tiene a rimarcare che la Tecnologia Informatica, per poter perseguire correttamente la trasparenza, deve essere sicura. Pertanto in questi anni si è operato, impiegando notevoli risorse, per rendere sicura la rete dati statale e la connessione verso Internet della stessa rete dati statale. E’ stato adottato un firewall di elevate caratteristiche (Stone Gate) che permette di adottare idonee politiche di sicurezza. Politiche che vengono aggiornate quotidianamente. Sono state separate le reti più interne dei server da quelle Intranet così come da quelle Internet. I firewall e le sonde permettono di individuare e filtrare gli attacchi. Il sistema NAC (Network Access Control) permette inoltre di individuare accessi indebiti sulla rete dati e di monitorare le eventuali anomalie. I sistemi di antivirus, sia di frontiera che per ogni macchina, gestiti tutti centralmente, proteggono ulteriormente i sistemi ed i PC. L’adozione di tutte queste tecniche e tecnologie di sicurezza ha permesso di poter operare in sicurezza in modo interattivo con i cittadini e le imprese. Pertanto sempre maggiori servizi possono essere forniti al cittadino attraverso gli strumenti interattivi. A livello progettuale è stato previsto un complesso di applicazioni e banche dati interattive con il cittadino e l’impresa che permetterà di aprire un dialogo costante e di dare ai cittadini e alle imprese la maggior trasparenza possibile consentendo, tra le altre cose, di poter visionare in tempo reale lo stato delle proprie pratiche.

4. D: Trasparenza significa anche statistica e controllo dei flussi degli investimenti e dei finanziamenti. A che punto è lo Stato di San Marino su questi punti?

R: L’UPECEDS assicura che a livello di statistiche demografiche lo Stato di San Marino possiede già da 40 anni una notevole banca dati e pubblica regolarmente i dati sul Bollettino Statistico. Per quanto riguarda la Contabilità Nazionale, dagli anni ’90 è stata impiantata una base dati che consente di calcolare gli indici economici richiesti a livello internazionale dalle maggiori organizzazioni (FMI, ONU, Banca Mondiale). I dati statistici e gli indici economici sono pubblicati mensilmente sul sito: www.statistica.sm. I flussi finanziari sono monitorati mensilmente dalla Vigilanza di Banca Centrale.

5. D: Molti paesi (non solo in Europa) utilizzano strumenti di ICT (come ad esempio siti web ad hoc o commissioni informatiche di controllo) per monitorare il più possibile lo stato finanziario ed economico del paese, dando contemporaneamente la possibilità ai cittadini di intervenire, commentare e assumere un ruolo attivo nell'azione di controllo. Cosa ne pensa?

R: L’utilizzo degli strumenti ICT è imprescindibile per il monitoraggio. Qualunque organizzazione ha la necessità di avvalersi di un “cruscotto gestionale” che, sulla base di indicatori fondamentali di prestazione, governi le attività di pianificazione e programmazione; di analisi delle necessità di risorse e organizzazione dei processi; di gestione e presidio dei progetti di innovazione e di controllo delle procedure. Il sistema di reportistica previsto dalla riforma del modello organizzativo della PA si realizza attraverso l’organizzazione di attività di acquisizione dei dati sensibili e la conseguente realizzazione di un sistema integrato in grado di alimentarlo. Attraverso tale strumento di controllo è possibile acquisire tutti gli elementi conoscitivi utili a facilitare e orientare le scelte e apportare tempestivamente le opportune correzioni. La sua utilità si estende inoltre all’analisi dei processi organizzativi, dei carichi di lavoro, dei bisogni di professionalità, competenze, tecnologia, ecc.. Verrà finalmente posta in atto una vera e propria e-government dell’amministrazione. E’ previsto inoltre un ampio uso della tecnologia ICT per la comunicazione da mettere in campo attraverso apposita funzione della Direzione Generale della Funzione Pubblica. Dovranno essere ideati appositi piani di comunicazione interna per informare, coinvolgere, spiegare obiettivi ed “ascoltare”. Si potranno così portare a valore elementi utili a far crescere la qualità ed il senso di appartenenza.

Per favorire il ruolo dell’utenza verranno messe in campo iniziative di comunicazione volte a rendere sempre più visibile e trasparente l’amministrazione e a costruire un rapporto aperto e proficuo con i cittadini. Verrà valorizzata la funzione sociale delle associazioni di categoria, dei consumatori e degli utenti in genere, in quanto preposti alla tutela dei moderni “diritti” di cittadinanza individuali e collettivi, e a formulare indirizzi per la pubblica amministrazione e a controllarne l’operato.

6. D: A che punto è lo sviluppo di strumenti legati al web nella pubblica amministrazione di San Marino?

R: Lo sviluppo degli strumenti web nella Pubblica Amministrazione di San Marino è in fase di forte implementazione e consentirà presto di estendere a molti ambiti le esperienze già in corso per migliorare i servizi all’utenza.

Sono state realizzate tutte le infrastrutture operative e di sicurezza informatiche. E’ in corso l’analisi dei flussi informativi e documentali degli uffici statali, che è il presupposto per la realizzazione dei servizi on-line e la trasparenza. E’ stato attivato il nuovo sistema di pagamenti on-line, che oltre al consueto pagamento tramite POS-virtuale (con limite massimo dell’importo) consente di effettuare pagamenti anche con il Web Banking ed il Direct Debit, moderni sistemi della realtà locale sammarinese che consentono di evitare oneri verso le grandi compagnie estere di carte elettroniche. Le norme di riforma della PA introducono numerosi fattori per favorire tutti percorsi di innovazione: strutture, ruoli di governance, specifiche funzioni, procedure, semplificazione e progetti specifici in parte già avviati. In tale ambito è previsto, ad esempio, il superamento della marca da bollo con importi pagabili on-line e con quietanzamento diretto sulla pratica elettronica. Sta per concludersi l’istituzione del Portale Ufficiale della Repubblica di San Marino che costituirà il punto di ingresso istituzionale nello Stato. Il portale metterà in primo piano: le Istituzioni, la P.A., le news e l’archivio notizie, i servizi e le informazioni per il cittadino e per l’impresa, i canali tematici quale accesso intelligente. Tutti gli uffici e servizi avranno un loro sito per le informazioni sulla propria attività, ove sono descritti i servizi offerti, è possibile scaricare la modulistica, interagire e rilevare i servizi. I siti attivi sono già numerosi ed è in fase di realizzazione il piano che porterà ad una copertura pressoché totale degli uffici statali e degli Enti Autonomi Statali. L’UPECEDS precisa che la P.A. è dotata di un proprio server web messo in sicurezza, e gestisce direttamente i siti connessi al portale. A tale scopo utilizza un Content Management System che permette la gestione dei contenuti da parte degli uffici. La messa in sicurezza permette al cittadino e all’impresa di fruire dei nuovi servizi interattivi. L’introduzione della Gestione Documentale nella PA riguarda la creazione di un sistema integrato di gestione dei documenti che dovrà costituire la base su cui si fonderanno tutti i futuri progetti di innovazione tecnologica. A regime esso costituirà uno strumento organizzativo fondamentale per la gestione e la semplificazione dei flussi documentali, tendenzialmente sempre più complessi. Si tratta, in estrema sintesi, di una gestione informatizzata che permette di catalogare, organizzare, spedire, scansionare e archiviare qualsiasi tipo di documento in formato elettronico e non. Il progetto è già stato avviato in alcuni uffici pilota e per alcune filiere. Il Bollettino Ufficiale on-line costituisce la prima importante filiera interamente dematerializzata che lo Stato finora ha introdotto nel sistema documentale. Essa rende il servizio maggiormente fruibile, dando gratuitamente via internet un dato reale ed autentico, semplifica l’attuale sistema di pubblicazione abbattendone i costi di produzione e gestione e rappresenta un segnale concreto di ammodernamento e di trasparenza dell’Amministrazione, anche al di fuori della Repubblica. E’ in avanzata fase di realizzazione e procedura informatica denominata “PASS”, a cui si accede tramite una password personalizzata in dotazione al dipendente, il quale, in un prossimo futuro, accedere comodamente ad una serie di servizi tra cui visualizzare, stampare e interagire con il proprio cartellino presenze e gestire in tempo reale una serie di richieste quali ferie, permessi, disponibilità alla mobilità, partecipazione ad interpelli, ecc. senza più dover compilare domande e moduli, con conseguente risparmio di tempo e di carta e, soprattutto, con la sicurezza di tracciabilità. Nell’ambito di questo progetto è già attivo dall’inizio dell’anno 2010 il servizio “cedolino on-line” mediante il quale la busta paga è implicita nella propria casella di posta elettronica, con un sensibile abbattimento di costi. Sempre nell’anno 2010 è stata attivata una procedura informatica che permette ai dipendenti del settore pubblico allargato in possesso dei requisiti di accedere a liste di disponibilità, per incarichi e assegnazioni su posizioni dirigenziali o altre posizioni. Questo è il primo passo per la realizzazione del fascicolo personale informatizzato, previsto dalla riforma e necessario ad una moderna gestione del personale ed i piani di formazione e riconversione. Si sta inoltre procedendo alla revisione delle banche dati dell’amministrazione, con il censimento di quelle esistenti e dei loro contenuti, la realizzazione delle connessioni ritenute necessarie, la regolamentazione dell’accesso ai dati in regime di sicurezza e la concreta applicazione alle nuove norme sulla documentazione amministrativa. Da circa tre anni è attivo il servizio “Tutor Informatico” diretto a far evolvere la conoscenza informatica dei dipendenti in modo mirato alle specifiche necessità riscontrate. Fa piacere ricordare l’importante accordo di cooperazione fra il Segretario di Stato AA.II. Ciavatta ed il Ministro per la Pubblica Amministrazione e per l’Innovazione Brunetta, particolarmente utile per l’innovazione tecnologica, la semplificazione delle procedure e la trasparenza dell’attività amministrativa. Questo accordo e la grande disponibilità offerta dal Ministero rappresentano una grossa opportunità per raggiungere gli standard qualitativi oggi richiesti alle pubbliche amministrazioni di tutti i paesi.

7. D: E a livello di formazione del personale?

R: La formazione è permanente, per accompagnare gli ambiziosi obiettivi relativi alla digitalizzazione della P.A. e la dematerializzazione dei documenti.

Dal 2008, infatti, è attivo il Servizio Tutor Informatico per la Pubblica Amministrazione, sezione del Centro Formazione Professionale, che ha il compito specifico di supportare i dipendenti PA nel percorso formativo informatico e monitorare lo stato delle conoscenze. Di seguito i dettagli forniti dal Tutor. Il Servizio segue la formazione a 360°, lavorando su più fronti: • Formativo - Attivando e realizzando corsi di informatica in aula relativi alle reali problematiche rilevate nel suo lavoro all’interno dei singoli uffici. • Organizzativo - Su richiesta dei singoli Dirigenti analizza e consiglia l’ufficio su come organizzare il lavoro e la gestione delle informazioni. • Consulenza - Su diversi temi, aiuta il personale per le problematiche informatiche (tipo di comunicazione verso il cittadino attraverso il sito web ed i social network ecc…) • Informativo - Per sensibilizzare il personale su quali siano le iniziative innovative nella PA di altri Stati, viene inviata a tutti gli iscritti al Servizio una newsletter mensile con articoli relativi a queste iniziative Come è possibile vedere dal grafico sotto esposto, la partecipazione alle lezioni in aula ha avuto uno sviluppo molto marcato nel corso degli anni (ore di formazione). Per questo motivo e soprattutto per l’importante passaggio al protocollo informatico ed alla gestione Documentale (progetti che impatteranno molto sul modo di lavorare dei singoli dipendenti e renderanno gli uffici molto più efficienti riducendo drasticamente l’uso della carta) dal mese di settembre c.a. è attivo una parte del nostro Sito Web su Intranet Stato, una piattaforma per l’e-learning open source gestita completamente internamente dal Servizio. Si tratta di Moodle, progetto internazionale già utilizzato da molte università in Italia (es. La Sapienza di Roma) e dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Italiana, nonché da numerosi istituti di ogni ordine e grado in tutto il mondo.

Già utilizzabile su rete PA, essa vedrà la sua piena introduzione nel corso del 2012 con l’inserimento dei contenuti, come lezioni interattive, test, forum, fruibili da qualsiasi postazione della PA tramite autenticazione, in questo modo permetteremo all’utenza di seguire la formazione direttamente in ufficio nei tempi e modi più adatti alle esigente lavorative.

Dati espressi in ore di formazione.
I dati del 2011 sono aggiornati al 30 settembre 2011

Stato del Servizio Dipartimenti già entrati nel servizio:

- Dipartimento Affari Interni

- Azienda Autonoma di Stato per i Servizi

- Dipartimento per il Lavoro

- Dipartimento Attività Produttive

- Dipartimento delle Finanze

- Azienda Filatelica e Numismatica

- Direzione Poste e Telecomunicazioni

- Dipartimento Affari Esteri

- Dipartimento del Turismo

Dipartimenti in ingresso entro il 2011:

- Dipartimento Giustizia

- Dipartimento al Territorio

- Azienda Autonoma di Stato di Produzione

- Comitato Olimpico Nazionale

Dipartimenti in ingresso entro il 2012-2012:

- Dipartimento Istruzione

- Dipartimento Sanità

8. Esiste un piano di sviluppo in questo senso? Più in generale, esiste un piano di sviluppo legato all'integrazione delle ICT nella PA della Repubblica di San Marino?

R: L’UPECEDS riferisce: Il piano di integrazione della ICT della Repubblica di San Marino esiste già dal 1982. Da quella data, sempre con nuovi strumenti informatici legati all’evoluzione dell’ICT nel tempo, si è realizzata la centralizzazione delle banche dati informative di tutta la P.A. ed in parte degli Enti Autonomi Statali. Senza dilungarsi storicamente, ad oggi la P.A. utilizza gli strumenti della più elevata qualità informatica e continua ad evolversi. I server centrali utilizzano le più moderne tecniche di virtualizzazione, la rete dati realizzata in gran parte su fibra ottica è molto efficiente e sicura. Un moderno sistema di storage permette la lavorazione in tempi brevi di enormi quantità di dati. Sistemi di logs e tracciabilità permettono di tenere controllati tutti i processi e gli accessi . Attraverso l’utilizzo del firewall e della tecnologia VPN si è potuto dare l’accesso alla rete Internet anche sulla rete dati statale in completa sicurezza. L’evoluzione delle numerose procedure centralizzate è tesa alla generazione di servizi fruibili via web e alla trasparenza. Le procedure centralizzate più datate vengono aggiornate e riscritte inglobando i servizi interattivi per il cittadino (vedi Ufficio Tributario, Ufficio del Lavoro, Ufficio del Catasto, etc.).

Il Tutor comunica che il piano della formazione legato all’uso delle tecnologie informatiche ha previsto e prevede quanto segue:

9. Esistono siti web strutturati in modo da permettere un'interazione fra PA e cittadinanza?

R: Certamente. A tal riguardo valgano le risposte precedenti. L’UPECEDS tiene a precisare quanto segue: è stata implementata una tecnologia di sicurezza per l’identificazione certa del cittadino che si connette con i siti statali; l’adozione di tale identificazione permette lo scambio di documenti digitali validi legalmente senza dover adottare complessi sistemi di firma digitale. Tale identificazione certa è assimilabile ad un controllo elettronico di autenticazione, già considerato valido in ambito Europeo.

Esempi di servizi on-line:

- Dichiarazione dei redditi (operativa)

- Prenotazione invio e ricezione rifiuti speciale (operativa)

- Richieste permessi impianti energetici da fonti alternative (avanzata attivazione)

- Visure della Conservatoria (operativa) - Licenze d’esercizio e comunicazioni on-line

- Pagamento multe e sanzioni (in attivazione)

- Richiesta di alcune modifiche anagrafiche

- Richiesta ed ottenimento di certificati anagrafici elettronici validi per l’estero

- Visure società

- Trasmissione documenti e pagamento monofase on-line

- Pagamenti cassa Ufficio Registro Ipoteche on-line

- Consultazione on-line delle proprie scadenze (es. bollo auto, patente, revisione veicolo, etc.)

- Verifica dello stato di avanzamento dei pagamenti da parte della Contabilità di Stato

- Richiesta e concessione dati dai data base della Pubblica Amministrazione

- Iscrizioni scolastiche e graduatorie on-line per ogni ordine di scuole

- Richiesta dei contributi del Diritto allo Studio on-line

- Consultazione on-line delle graduatorie dell’Ufficio del Lavoro

- Trasmissione digitale dei certificati penali e carichi pendenti sulla rete della P.A

. - Acquisizione da parte del Tribunale Unico dei documenti societari in formato digitale

- Rilasci di documenti da parte della Polizia Civile (es. permessi di transito, di sosta, visualizzazione segnalazioni patenti di guida, documentazione sinistri stradali, richiesta rimozione autoveicoli per la rotta neve, etc.)

- Iscrizioni on-line ai Corsi del Centro di Formazione Professionale

- Dossier Impresa:banca dati di tutte le informazioni utili alle imprese e trasmissione di documenti digitali

- Trasmissione ed accesso della documentazione per l’Authority Sanitaria

- Gestione on-line delle pratiche e richieste relative all’Ufficio Gestione Risorse Ambientali ed Agricole

- Trasmissione della documentazione relativa ai rischi ambientali da parte delle società, on-line (in completamento)

- Trasmissione dei documenti di transito comunitario sul trasporto merci- NCTS- (già operativa).

Tutti i servizi saranno accessibili sia dai Dipartimenti/Uffici, che dall’apposita selezione rapida sul portale dello Stato, ma anche con la selezione attraverso i canali tematici.

Le Segreterie di Stato inoltre hanno un loro sito web, sul quale si possono trovare informazioni utili riguardo ai servizi erogati anche dagli Uffici di competenza o notizie utili per la cittadinanza e l’utenza.

La Segreteria di Stato per gli Affari Interni ha recentemente ristrutturato il proprio sito per fornire informazioni riguardanti i progetti - realizzati ed in corso di realizzazione - della Segreteria di Stato. Sono contenute, inoltre, informazioni utili sui servizi erogati dagli uffici di competenza e gli importanti dati riguardanti il personale del Settore pubblico allargato. E’ stato perfezionato il motore di ricerca delle delibere del Congresso di Stato, per migliorare la consultazione e conseguentemente aumentare la trasparenza dell’attività del Congresso. E’ da segnalare anche l’aggiornamento del sito delle Elezioni, contenente informazioni sul sistema elettorale sammarinese e sulla normativa vigente in tale materia. Durante le consultazioni politiche, amministrative e referendarie vengono ivi pubblicate tutte le informazioni utili (come gli esiti, i dati sul corpo elettorale, istruzioni e informazioni riguardanti le votazioni ecc..). Il sito inoltre funge da archivio storico dei dati e gli esiti relativi alle passate consultazioni.

Da qualche settimana è altresì attivo il sito del Dipartimento Affari Interni, che contiene informazioni sul Dipartimento stesso e sugli uffici ad esso facenti capo. Si può altresì trovare all’interno del sito l’“Area del cittadino”, vera e propria “guida” per l’utente che lo indirizza nel reperimento di informazioni utili, inerenti le materie seguite dal Dipartimento Interni e dagli Uffici attualmente assegnatogli.

10. Politiche di e-Government come risposte a situazioni di crisi, sono state messe da tempo in atto in moltissimi paesi occidentali (Svizzera, Francia, Germania, Australia, Inghilterra, Stati Uniti ecc...). Con risultati concreti sul piano dell'aumento di fiducia da parte della cittadinanza nell'operato del governo, sull'efficienza della comunicazione pubblica e, in generale, sull'ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse pubbliche. Statisticamente, la dimensione del paese (nei paesi occidentali) è inversamente proporzionale all'utilizzo di questi sistemi. In paesi come la Svizzera ad esempio, queste pratiche sono già consuetudine da tempo, mentre in paesi molto più grandi, si assiste comunque ad uno sviluppo costante. San Marino è la più piccola Repubblica del mondo, ha un livello di informatizzazione molto alto (più della media europea) e ha ampiamente la forza economica per mettere in atto questo tipo di iniziative. Eppure, nel “E-Partecipation Index” stabilito dall'osservatorio delle nazioni unite, San Marino è al 157° posto, fra “Samoa” e “São Tomé and Príncipe”, isole esotiche ma sicuramente molto lontane dalla realtà occidentale della Repubblica del Titano. Come spiega una situazione di questo tipo?

R: L’UPECEDS riferisce che analizzando i dati dello Statistical Annex del 2010, del United Nations E-Government Survey 2010, per San Marino ci sono solo dati parziali, per cui il valore dell’indice E-government development index non è significativo. La conseguenza di ciò si ripercuote sul punteggio dell’E-partecipation index; essendo un valore normalizzato fra il più alto e il più basso, e mancando per San Marino un dato significativo per il calcolo dell’indice, è inevitabile riportare un punteggio così poco lusinghiero.

L’UPECEDS sta verificando con la nostra Rappresentanza Permanente a New York per capire in quale maniera vengono desunti tali indici, per migliorare la trasmissione all’ONU dei dati utili al calcolo degli indici suddetti.